La locuzione di Anassimandro

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Home Vanità Ricerca dell'eternità Mecenatismo, anonimato, eternità

Mecenatismo, anonimato, eternità

Hannah ArendtUn'ulteriore riflessione, che scaturisce dal concetto di mecenatismo, andandosi a intrecciare con il problema metafisico di Anassimandro, è quella che interessa la ricerca dell'eternità.

Hannah Arendt lo descrive nella sua opera Vita activa, quando argomenta le motivazioni e il percorso che portano dalla discrezione di una vita privata vissuta nell'intimo dalla propria casa, all'esposizione implicita nelle attività dedicate alla vita pubblica, rilevandone una variante paradossale: la necessaria condizione dell'anonimato nella pratica cristiana della bontà, che nella dottrina ebraica si esprime nella storia talmudica dei 36 uomini giusti che salvano il mondo, la cui identità è oscura a tutti, perfino a loro stessi.

Fernando Pessoa ci fornisce una sua interpretazione psico-sociologica del fenomeno, quando asserisce che «L'orgoglio è la certezza emotiva della propria grandezza. La vanità è la certezza emotiva che gli altri vedono in noi, o che ci attribuiscono.» Da questa osservazione, lo scrittore portoghese identifica nell'audacia la bandiera del vanitoso; nella timidezza un riparo per l'orgoglioso.

 

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