La locuzione di Anassimandro

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Si è attinto anche da qui

L'autore incluso ne La locuzione di Anassimandro alcune informazioni, o concetti, che reputa possano stimolare delle riflessioni ulteriori, o semplicemente divertire, secondo il suo strampalato senso dell'umorismo. L'autore si sente quindi debitore agli estensori delle sue fonti per la precisione e la chiarezza con cui essi hanno sviluppato i loro contributi. Quanto alle citazioni, le versioni precedenti del romanzo contenevano parecchie note a piè di pagina. Per alleggerire la lettura (che diamine, si tratta pur sempre di un romanzetto...!) l'autore ha pensato di eliminarle tutte, tranne quelle più "demenziali", che le appartengono di fatto all'opera, e quelle che sono strumentali alla narrazione.

L'autore a cui si fa riferimento nel prologo è Vladimir Nabokov e la citazione è tratta da Il dono (Adelphi, La nave Argo, Milano 2008).

Du sublime au ridicule il n'y a qu'un pas. Tutta la divagazione relativa alle parole di Napoleone sono state ispirate dalle parole di Tolstoji (citate nel testo), tratte dall'epilogo di Guerra e pace.

Il corso a cui si fa riferimento nel capitolo VIII è titolato I filosofi preplatonici, con interpretazione di frammenti scelti. Appare in La filosofia nell'età tragica dei greci, Newton Compton, Milano.

Si deve al Dott. Luca Barcella, della Commissione Medica del CAI di Bergamo, le informazioni sulle lesioni conseguenti alla scarica di un fulmine. Mi sono stati molto utili gli articoli sul NYT, aprile 2009, in relazione alla pubblicazione dei memo del 2002 dell'US Department of Justice che autorizzano gli interrogatori del SERE sui prigionieri islamici, dai quali ho attinto per la stesura del capitolo VIII. Ulteriori alticoli sono apparsi sul medesimo quotidiano, sullo stesso argomento a varie riprese nel corso del 2011. Le statistiche sui crimini sessuali menzionate a pagina 146 (Cap. XXVIII), sono state prese da una ricerca dello stato americano della Georgia, pubblicata sull'«Economist» nell'agosto 2009.

Il saggio di Jonathan “Juhan” Munves, dell'University of Texas ad Austin, Reindeer Herding in Finland è stato utile nella stesura del capitolo VIII.

Articolo sul numero del 14 settembre 2006 del settimanale Economist, sullo smaltimento in Costa d'Avorio di 116 mila galloni di scarti dell'industria petrolifera; l'indagine interna sugli effetti della discarica di rifiuti tossici dell'azienda energetica Trafigura (Trafigura report) che rivela come in Costa d'Avorio una gestione dilettantesca nello smaltimento di scarti dell'industria petrolifera possa aver esposto la popolazione agli effetti nocivi di pericolose quantità dei composti dello zolfo che si era omesso di rendere innocui. Questi documenti mi hanno aiutato nella stesura del capitolo XIV.

L'articolo di Jimmy Johnson, pubblicato dall'Israeli Committee Against House Demolitions, Israelis and Hezbollah Haven’t Always Been Enemies. ha ispirato la stesura del capitolo XXXII.

«All's Well That Ends Well!» a pagina 36 è un verso e il titolo di una commedia shakespeariana.

Le parole che Tony pronuncia in tedesco, nel sonno, nel capitolo VI sono di Martin Heidegger e corrispondono all'interpretazione che il filosofo dà della Locuzione di Anassimandro (la traduzione è di Roberto Cicero, in Sentieri interrotti nella selva, Bompiani, Milano).

I versi con cui Loris accoglie il figlio Tony appartengono a una notissima poesia di Giuseppe Ungaretti: «Si sta/come/d'autunno/sugli alberi/le foglie...» Soldati.

L'elefantino all'inizio del capitolo XXVI è quello che si trova in piazza della Minerva a Roma, dove lo osserva il protagonista di Estinzione, di Thomas Bernhard, Franz Josef Murau.

Ner corso del suo controverso discorso, Aadil fa riferimento a una farsa divenuta molto popolare alla fine del XX secolo: due fratelli ex galeotti organizzano una sgangherata tournée musicale per raccogliere i fondi necessari a scongiurare la chiusura dell'orfanotrofio di preti in cui sono cresciuti a Chicago (NdA).

I versi pronunciati da Aadil, verso la conclusione del romanzo, appartengono a Friedrich Hölderlin, Patmos e sono tratti dal Meridiano Mondadori a lui dedicato.

La slitta su cui Ruth e Simon salgono, dopo aver detto addio ad Aadil, è ispirata a Le strade di polvere, di Rosetta Loi, e a Ludwig, di Luchino Visconti, ma soprattutto a Per favore non mordermi sul collo, di Roman Polansky.

La casa di Tony, “sotto il Gasometro” è stata ispirata da un quadro di Mario Sironi (1943).

Il volto dell'intervistatore che appare in sogno a Tony, nel capitolo X, degenera nelle seguenti due opere pittoriche: René Magritte (1898-1967), Le Viol, 1934, Huston, The Menil Collection; Gustave Courbet (1819-1877), L'origin du Monde, 1867, Olio su tela (460×550), Parigi, Musée D’Orsay (NdA).

La cena a casa di Colin è ispirata a tre opere di Paolo Veronese: La cena di Emmaus, Le nozze di Cana e La cena a casa di Simone.

––> Funzione e finzione

 

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