La locuzione di Anassimandro

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Home Il romanzo Età dell'idealismo Da Rimbaud a Hölderlin

Da Rimbaud a Hölderlin

La vicenda de La locuzione di Anassimandro è cosparsa di riferimenti letterari più o meno espliciti, che il lettore potrà divertirsi a identificare, se lo vorrà. Tuttavia questi riferimenti non costituiscono un ostacolo per la fruizione del romanzo, di cui rappresentano un livello indipendente.

L'intenzione non è quella di offrire un'opera didascalica o saccente, quanto, quella di rendere riconoscibile una realtà migliore, che non esiste ma che potrebbe, con poco, essere a portata di mano, perché ci sono i presupposti, ci sono gli strumenti e, tra questi, ci sono i libri e la conoscenza che essi emanano. La “musica” c'è, basterebbe solo suonarla. Se l'autore ha peccato, ha peccato di idealismo.

I cittadini che incontriamo sono quasi tutti “ex-liceali”. Il liceo, «intitolato a un famoso aviatore», simboleggia la fase adolescenziale che molti di noi hanno attraversato, l'età dell'idealismo. Dietro all'emblematico toponimo “Esse-E”, si nasconde il campione di questa qualità umana: Antoine de Saint Exuperie. Il nome dell'aeroporto di Esse-E riflette la dedica del Piccolo principe: «A Leon Werth, quando era un bambino». L'aeroporto di Zenith è dedicato all'asteroide B612. La rivista letteraria che ha accolto il fantomatico racconto di Tony, si intitola «L'Asteroide».

Il nome della barca di Simon, Papillon de mai, è tratto da una poesia di Rimbaud: Battello ebbro, un'opera essenzialmente romantico-idealista.

Si je désire une eau d'Europe, c'est la flache
Noire et froide où vers le crépuscule embaumé
Un enfant accroupi plein de tristesses, lâche
un bateau frêle comme un papillon de mai

(Se desidero un'acqua d'Europa, è la fredda / Nera pozza dove, nel crepuscolo imbalsamato, / un bimbo accovacciato e triste vara / una barchetta fragile come una farfalla a maggio. Arthur Rimbaud: Le Bateau Ivre.)

L'itinerario del fine-settimana trascorso da Ruth e Simon in Bretagna rievoca la trama di un romanzo di Honoré de Balzac: Béatrix.

Ludwik Lejzer Zamenhof (Cap. XV), l'intestatario, nel romanzo, dell'omonimo Istituto dell'Università della Capitale, è l'inventore dell'Esperanto, l'ambizioso progetto linguistico che si proponeva idealisticamente di fornire una lingua ufficiale all'Europa.

L'indirizzo parigino di Ann, in rue de Fossoyeurs evoca Vent'anni dopo di Alexandre Dumas (I tre moschettieri) e la quinta conferenza di Umberto Eco, tra quelle contenute nelle Sei passeggiate nei boschi narrativi (Bompiani).

Il discorso pronunciato da Aadil durante l'inaugurazione della Fondazione (Cap. XXIX) corrisponde a una sintetica, volgarizzata parafrasi di Martin Heidegger in Essere e tempo.

La slitta che Aadil porta con sé prima di eclissarsi da Esse-E è dichiaratamente una citazione di Citizen Kane, Rosebud, citata anche in Hellzapoppin, lo spettacolo cinematografico proiettato nell'Auditorium della Fondazione. Un altro simbolo d'idealismo.

––> Bibliografia

 

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