La locuzione di Anassimandro

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La locuzione di Anassimandro

Tutto è cominciato così

L'autore ha iniziato la stesura de La locuzione di Anassimandro nel febbraio del 2009, dopo una gestazione di circa quattro, o forse cinque anni. L'idea è scaturita in seguito a un viaggio in moto nel Sud della Francia occidentale, compiuto nei primi anni 2000, che ha stimolato una sorta di fantasticheria, progressivamente evoluta in una vicenda narrabile.

 

La locuzione di Anassimandro

Il titolo di questa divagazione deriva dal pensiero filosofico più antico che ci sia mai pervenuto per iscritto. La locuzione di Anassimandro ci è giunta grazie a un commentario, da parte del neoplatonico Simplicio, della Fisica di Aristotele (circa 530 d.C.) Oggi è ancora quanto ormai attuale, per la ricchezza di concetti che emanano dalla sua sintetica enunciazione.

 

Quattro chiacchiere tra amici

La trama de La locuzione di Anassimandro è in sé semplice e i personaggi che emergono dal magma della narrazione sono emblematici, pur nella loro professata laicità, delle tre fedi monoteiste. Le loro vicende si intrecciano con quelle relative all'edificazione della Fondazione.

 

Simon, Aadil, Tony e gli altri

I personaggi sono legati da un unico comune filo conduttore: la lettera terminale del loro nome doveva essere necessariamente una consonante. Fa eccezione “Fernando”, che è però un soprannome affibbiato arbitrariamente da Simon a Ramon, il suo meccanico di fiducia.

 

Il lasso temporale dal 610 a.C. al 2009 d.C.

Anassimandro, ritratto da Raffaelo ne La scuola di AteneAnassimandro, George W. Bush, Ehud Olmert. Che cosa lega queste tre figure pubbliche che hanno inciso in maniera così diversa sui destini dell'Umanità? La loro presenza svolge una effettiva funzione o sono soltanto delle bandierine a indicare un orizzonte temporale e una situazione storica?

 
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