La locuzione di Anassimandro

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Il pensiero più antico pervenuto fino a noi per iscritto

Un uomo dalla pelle olivastra e dallo sguardo sfuggente si materializza un inverno in un piccolo centro a ridosso di una celebre località balneare. Qui, con la pretesa di essere stato delegato da un'autorevole quanto misteriosa personalità, prende a svolgere attività che progressivamente rivoluzionano la vita della cittadinanza. Qualche anno più tardi, un giovane professore di lingue d'origine italiana lascia la Capitale per trasferirsi in provincia dove, complice la comune passione per la navigazione a vela, familiarizza con uno stravagante avvocato che lo accoglie sotto la sua ala protettrice.

Come in una barzelletta, ne La locuzione di Anassimandro ci sono tre personaggi: un musulmano, un cattolico e un ebreo. A rendere la vicenda ancora più controversa, i tre personaggi sono tutti laici, anche se, più o meno coscientemente, pervasi da una profonda religiosità. La riflessione porta quindi ai temi dell'ambiente e della convivenza civile, della responsabilità personale e dell'etica del lavoro, che è dove entrano in ballo l'Essere, la Giustizia e la fredda logica della sopravvivenza. In altri termini, il pensiero di Anassimandro: poche righe in greco classico che esprimono il pensiero più antico pervenuto fino a noi per iscritto.

Disincantato e cinico, Tony, l'io narrante, donnaiolo in crisi, è un uomo in fuga da se stesso, incalzato da una giovane studentessa americana che lo sollecita ad affrontare la vita, una volta per tutte; fantastico e paradossale, Simon è il romantico e fedele, innamorato di una affascinante collegiale svizzera incontrata durante una lunga estate di molti anni addietro e il facilitatore legale di qualsiasi tipo di intrallazzo; misterioso e sfuggente, Aadil è l'uomo del destino, misericordioso redentore di anime, concentrato su progetti che si propongono niente di meno che la salvezza dell'Umanità.

Le loro storie si intrecciano e ci portano, con lo scorrere delle pagine, attraverso quell'infernale prima decade del millennio, cercando d'inquadrarla in una prospettiva che possa dare un senso a ciò che, propriamente... un senso non ha – ancora Anassimandro – se non siamo noi a fornirglielo.

I nostri eroi sono affiancati da donne stupefacenti e circondati da una moltitudine variopinta di personaggi, in rappresentanza della popolazione di questo immaginario paese che si affaccia sull'Atlantico, in un'indefinita collocazione tra i Pirenei e il Mare del Nord.

Il tutto è pervaso da una sottile ironia e in quest'atmosfera un po' assurda, con lo scorrere delle pagine si sviluppa il nucleo pregnante della vicenda.

La tradizione chassidica riconosce due categorie di santi, a seconda della loro visibilità. I santi che operano in clandestinità appartengono a un livello più elevato. Partendo da questa considerazione, a più riprese, durante numerose escursioni in barca o nel corso di altri eventi conviviali di vario genere, Simon e i suoi amici svelano a Tony i retroscena riguardanti l'edificazione di questo visionario e fantastico progetto scientifico, forse il più ambizioso che sia mai stato concepito: la Fondazione. È quindi attraverso i loro racconti che Tony viene a conoscenza della vicenda di Aadil.

Lui, il terzo enigmatico personaggio, Aadil, l'arabo che, con la sua condotta sconcertante di questa opera straordinaria ha reso possibile la realizzazione, si è dissolto misteriosamente nel nulla, accompagnato da una graziosa creatura in boccio, subito dopo la clamorosa cerimonia d'inaugurazione, e tutti si domandano che cosa ne sia stato...

 

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